IL CACIOCAVALLO IMPICCATO: UNO DEI PIATTI PIÙ FAMOSI D’IRPINIA


Uno dei piatti della tradizione nostrana irpina è sicuramente il Caciocavallo impiccato, molto spesso un must delle feste e delle sagre in Provincia di Avellino. Scopriamolo insieme

Per fare un Caciocavallo impiccato apparentemente serve poco, ma non è così. Infatti, negli anni la tecnica di “impiccaggione” si è affinata ed ha subito qualche miglioramento, soprattutto nel condimento di quella, ormai famosa, fetta di pane abbrustolito con il formaggio fuso sopra.

Partendo dall’inizio, l’ingrediente principe è il Caciocavallo Irpino, che impiccato è uno degli street food italiani più suggestivi di tutta la penisola. Un formaggio semiduro a pasta filata prodotto secondo tradizione con latte vaccino crudo. Si presenta con una crosta giallo/marrone chiaro e con la pasta interna di colore giallo paglierino, più carico all’esterno. Dal sapore sapido, aromatizzato e piccante.

Servito come aperitivo o a tavola, può essere abbinato con vini rossi e bianchi e accompagnato anche da miele. Nella sua forma intera viene utilizzato per il Caciocavallo Impiccato.

Ingredienti

Latte vaccino crudo, caglio, sale e fermenti lattici.

Stagionatura

3 mesi

Storia o leggenda?

Il Caciocavallo Impiccato ha origini prettamente irpine, ma è anche d’uso comune nelle regioni limitrofe: Puglia e Basilicata. Si pensa che i primi a notare questa diversa peculiarità del caciocavallo, siano stati gli stessi pastori che nel momento della transumanza portavano con sé le provviste e quindi anche un Caciocavallo. Durante le soste, soprattutto quelle notturne si utilizzavano gli alberi per appendere tutto il cibo, anche per tenerlo lontano dagli animali. Durante la notte, con il fuoco acceso, il calore faceva scogliere il Caciocavallo e così, ci piace pensare, che inizia la sua storia o leggenda che sia.

Preparazione

Una volta acquistato il Caciocavallo irpino utilizzate una corda che servirà per l’impiccagione. Quindi avrete ad un capo di questa cordicina il caciocavallo e dovrete appenderlo da qualche parte. Molto spesso le braci in montagna sono già predisposte con assi di ferro alti per permettere di fare il Caciocavallo impiccato. Ma si può anche optare per la costruzione “spartana” del tutto, mettendo l’ingegno e la fantasia per creare con dei rami un treppiede.

Il formaggio deve essere messo a circa 10 centimetri dal fuoco e non deve mai toccare la griglia, al contrario della fetta di pane, che può essere passata sul fuoco per qualche secondo per abbrustolirla. Quando la crosta comincerà a sciogliersi, la si può togliere e assaggiare. La parte molle del caciocavallo sarà così libera di colare meglio. Per porzionare il formaggio è sufficiente usare una palettina o il retro della lama del coltello. Man mano che il caciocavallo impiccato si consuma, si deve abbassare il formaggio sempre più verso il fuoco.

Consiglio

Il Caciocavallo impiccato può essere un antipasto, o un secondo, magari accompagnato da un buon vino. È tradizione per le sagre dell’Irpinia, a partire da quella della Castagna di Montella o del Tartufo Nero di Bagnoli Irpino, assaggiarlo con la variante al tartufo. O perché no con un po’ di miele sopra.

Buon Appetito!

Acquista online i prodotti irpini. Clicca qui.

AvellinoZon